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Mastella si dissocia

Informazione Formazione > Elettorale > 2006

E il Polo attacca: vogliono l'ammucchiata.


Tremonti: un'idea da basso impero romano.

Giovanardi: un surrogato in salsa zapatera.


Il leader UDEUR: Non darò il mio assenso a certe cose.



ROMA II primo ad accorgersene è stato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Il programma dell'Unione «va molto oltre il concetto di coppie di fatto, perché parla di "persone che fanno parte delle unioni di fatto": cioè uno, due, ma anche quattro, cinque o sei. Non c'è il numero», faceva notare il vìcepremìer, rimarcando che tutto ciò «va oltre il concetto di coppia», parola per altro non citata nel capitolo del programma sulle "Unioni civili, omosessuali o no».

Per Tremonti, considerando «non dirimente il genere dei conviventi, né il loro orientamento sessuale», la sinistra di fatto «legittima il concetto di unione fatta da una pluralità indifferenziata di soggetti». Cosa che gli ricorda molto un'idea di famiglia da Basso Romano Impero». A Maurizio Gasparri, invece, fa venire in mente un'«ammucchiata politico sessuale». »Un surrogato di matrimonio in salsa zapatera», precisa il ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi. Per Marco Taradash, portavoce dei Riformatori Liberali«è la tipica espressione di Prodi, che apre la porta alla zuffa a sinistra, in caso vittoria, e all'indecisione totale». Insomma, «il nulla che lascia spazio a tutto», sintetizza il vicepresidente dei senatori di FI Lucio Malan,

Fin qui siamo nella più classica querelle prese non fosse che il capitolo incriminato registra stroncature anche a sinistra. «io non ho dato il mio assenso», tiene a precisare Clemente Mastella, «l'ho sempre detto che sono contro i Pacs». Ha un bel dire Malan che «l'Unione ha dato la stura agli estremismi zapateristi in modo sufficientemente ambiguo da non urtare i signori della Margherita e dell'Udeur». Lui, il signore del Campanile si è risentito eccome: «Le questioni morali non dovrebbero entrare nei programmi perché attengono alla sfera personale della coscienza». E la sua coscienza grida «no» all'unione di fatto prodiana. Gli fa eco Gasparri: «Prodi è un cialtrone che cerca di tenere assieme Luxuria e la Binetti con un programma che autorizza qualsiasi tipo di trasgressione delle leggi e dei principi etici e cristiani».
Ecco perché «la vittoria della sinistra sarebbe una sciagura per i cattolici», avverte esortando la presidente del comitato "Scienza e vita" a «ritirarsi dalla lista dell'Unione». Per Giovanardi, il capitolo sulle "Unioni civili" è «un colpo al cuore dell'istituto matrimoniale. Siamo al lucido disegno descritto da Boselli, di arrivare alla stessa riforma di Zapatero, con in più questa insopportabile retorica sui matrimoni gay e, peggio ancora, l'idea di poter violentare psicologicamente un bimbo privandolo del suo diritto ad avere un padre e una madre».
Niente di nuovo per Alfredo Mantovano di An: «È riportato in modo generico il contenuto di un progetto di legge presentato da Grillini e da altri 160 deputati dell'opposizione». Per il sottosegretario all'Interno, "è chiaro che la sinistra non si pone il problema delle coppie di fatto, vuole solo dare una risposta ideologizzata immaginando un'idea di famiglia alternativa. Ma la famiglia è una sola», chiosa, e non è quella del catechismo, ma quella della Costituzione».


Barbara Romano


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