Menu principale:
Informazione Formazione > Religiosa > Dottina Sociale Cristiana
Dottrina Sociale Cristiana
Spigolature
dal Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa. Ed. Libreria Vaticana.
“… la dottrina sociale ha di per sé il valore di uno strumento di evangelizzazione: in quanto tale annuncia Dio e il mistero di salvezza in Cristo ad ogni uomo e, per la medesima ragione, rivela l’uomo a se stesso. In questa luce, e solo in questa luce, si occupa del resto: dei diritti umani di ciascuno e, in particolare, del “proletariato”, della famiglia e dell’educazione, dei doveri dello Stato, della vita economica, della cultura, della guerra e della pace, del rispetto della vita dal momento del concepimento fino alla morte”. (Centesimus annus, 54).
… la Chiesa considera la famiglia come la prima società naturale, titolare di diritti propri e originari, e la pone al centro della vita sociale. (Giovanni Paolo II).
… Nella famiglia, peraltro, il dono reciproco di sé da parte dell’uomo e della donna uniti in matrimonio crea un ambiente di vita nel quale il bambino può sviluppare le sue potenzialità, diventare consapevole della sua dignità e prepararsi ad affrontare il suo unico ed irripetibile destino. (Giovanni Paolo II).
… La famiglia, comunità naturale in cui si esperimenta la società umana, contribuisce in modo unico e insostituibile al bene della società. (Giovanni Paolo II).
… La famiglia ha il suo fondamento nella libera volontà dei coniugi di unirsi in matrimonio, nel rispetto dei significati e dei valori di questo istituto, che non dipende dall’uomo, ma da Dio stesso: ..Dio stesso è l’autore del matrimonio… non è dunque una creazione dovuta a convenzioni umane e ad imposizioni legislative, ma deve la sua stabilità all’ordinamento divino. (Gaudium et Spes 48).
… La famiglia costituisce uno dei più importanti termini di riferimento, secondo i quali deve essere formato l’ordine socio-etico del lavoro umano (Laborem exercens, 10). Tale rapporto affonda le sue radici nella relazione che intercorre tra la persona e il suo diritto a possedere il frutto del proprio lavoro..(Rerum novarum).
La società è a servizio della famiglia. La società è chiamata a garantire e favorire la genuina identità della vita familiare e a evitare e combattere tutto ciò che la altera e ferisce Ciò richiede che l’azione politica e legislativa salvaguardi i valori della famiglia, dalla promozione dell’intimità e della convivenza familiare, al rispetto della vita nascente, alla effettiva libertà di scelta nell’educazione dei figli. La società e lo Stato non possono, peraltro, né assorbire né sostituire, né ridurre la dimensione sociale della famiglia stessa; piuttosto devono onorarla, riconoscerla, rispettarla e promuoverla secondo il principio di sussidiarietà. (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, 252)
… La responsabilità di conseguire il bene comune compete, oltre che alle singole persone, anche allo Stato, poiché il bene comune è la ragion d’essere dell’autorità politica. (Catechismo della Chiesa Cattolica 1910).
… Mediante il lavoro, l’uomo, usando la sua intelligenza, riesce a dominare la terra e a farne la sua degna dimora: ”In tal modo egli fa propria una parte della terra, che appunto si è acquistata col lavoro. È qui l’origine della proprietà individuale (Centesimus annus 31). La proprietà privata e le altre forme di possesso privato dei beni “assicurano ad ognuno lo spazio effettivamente necessario per l’autonomia personale e familiare, e devono essere considerati come prolungamento della libertà umana. Costituiscono in definitiva una delle condizioni delle libertà civili in quanto producono stimoli ad osservare il dovere e la responsabilità”. (Gaudium et Spes 71)
… Tutte le società di ordine superiore devono porsi in atteggiamento di aiuto (“subsidium”) - quindi di sostegno, promozione, sviluppo – rispetto alle minori. In tal modo, i corpi sociali intermedi possono adeguatamente svolgere le funzioni che loro competono, senza doverle cedere ingiustamente ad altre aggregazioni sociali di livello superiore…(Compendio DSC 186).