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L'Associazione > Attività > Attività pregresse 2007
DZA dalla sua nascita ha intrapreso un percorso di riflessione sulla Dottrina Sociale Cristiana, soprattutto su alcune encicliche che il Santo Padre Giovanni Paolo II ha offerto a tutti gli uomini come occasione per una ripresa della propria coscienza e del proprio compito nel mondo.
Tali riflessioni principalmente sono state effettuate attraverso incontri dibattiti pubblici liberamente aperti a tutti.
Le principali tematiche sono state:
«Perché una dottrina sociale della Chiesa».
Settembre 1996 Mons. Luigi Negri, allora docente di Filosofia morale all’Università del Sacro Cuore di Milano, e ora Vescovo di San Marino.
Il tema dell’incontro pubblico è stato scelto per evidenziare il nesso inscindibile tra il pensiero e l’azione del cristiano che, in quanto tale, ha una sua posizione originale da declinare in tutti gli ambiti di vita.
«La santità oggi».
Ottobre 1996 presso la Badia di Santa Maria Arabona, Mons. Edoardo Menichelli, allora arcivescovo di Chieti, ora di Ancona.
È stato approfondito il tema della santità alla quale tutti siamo chiamati con particolare riferimento alla figura di Dino Zambra.
Enciclica « Centesimus annus ».
Gennaio 1998 presso la Parrocchia della SS. Trinità di Chieti Mons. Camillo Cibotti, attualmente Vicario Generale della diocesi di Chieti.
È stato evidenziato la corretta concezione della persona umana e del suo valore unico, in quanto è l’unica creatura che Dio abbia voluto per se stessa. Riprendendo i tratti caratteristici della Rerum novarum il Papa rilegge la storia del XX secolo alla luce dei principi dell’antropologia cristiana, cosciente che la Chiesa non ha modelli da proporre ma ha come indispensabile orientamento ideale la propria dottrina sociale.
Enciclica «Veritatis splendor».
Maggio 1998, Sua Eminenza il Card. Ersilio Tonini.
L’enciclica ha suggerito una riflessione sull’insieme dell’insegnamento morale della Chiesa, con lo scopo preciso di richiamare alcune verità fondamentali della dottrina cattolica che nell’attuale contesto rischiano di essere deformate o negate. Come si dice nel n. 4 dell’enciclica, «si è determinata (…) una nuova situazione entro la stessa comunità cristiana, che ha conosciuto il diffondersi di molteplici dubbi ed obiezioni, di ordine umano e psicologico, sociale e culturale, religioso ed anche propriamente teologico(…). Non si tratta più di contestazioni parziali e occasionali, ma di una messa in discussione globale e sistematica del patrimonio morale, basata su determinate concezioni antropologiche ed etiche. Alla loro radice sta l’influsso più o meno nascosto di correnti di pensiero che finiscono per sradicare la libertà umana dal suo essenziale e costitutivo rapporto con la verità».
Enciclica «Fides et ratio».
Settembre 1998, Mons. Luigi Negri, allora docente di Filosofia morale all’Università del Sacro Cuore di Milano, ora Vescovo di San Marino.
L’enciclica è richiamo forte e incisivo al rapporto che fede e ragione hanno tra loro e con la verità. Attraverso un ampio excursus storico dei rapporti tra fede e ragione, il Papa giunge alla considerazione che oggi sia la ragione che la fede si sono impoverite e sono diventate deboli l’una di fronte all’altra. Urge recuperare al più presto l’originale natura di entrambe, anche perché «il pensiero filosofico è spesso l’unico terreno d’intesa e di dialogo con chi non condivide la nostra fede» (F.R., 104).
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Incontri di promozione della Dottrina Sociale Cristiana:
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